| SAMB STORY. LA STORIA DELLA U.S. SAMBENEDETTESE |
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PRIMA PARTE: Dalla fusione di "Fortitudo", "Forza e Coraggio" e "Serenissima" nasce la Sambenedettese Calcio (1923-1930)
Nel 1923, anno di fondazione della Sambenedettese, San Benedetto del Tronto è un piccolo centro di circa quindici mila abitanti che vivono principalmente di pesca e di corda. Qui il gioco del calcio viene praticato già da molto tempo (dal 1907) grazie all’attività di squadre locali come la “Fortitudo”, la “Forza e Coraggio” la “Serenissima” ed altre ancora. L’estremo disagio creato dalla prima guerra mondiale non frena l’entusiasmo di ragazzi appassionati di football che si sfidano, scalzi, in epici incontri formando squadre a ranghi ridotti (di sei-sette elementi). Ben presto anche le tre principali squadre cittadine iniziano a disputare partite contro formazioni dei centri vicini come Teramo, Ascoli, Giulianova, Macerata; si prendono contatti e si giocano le sfide; a bordo del taxi di Piero Zamponi si allestiscono le trasferte e si raggiungono i campi sportivi seguendo percorsi a volte accidentati. Alcuni giovani che si cimentano in questo nuovo sport popolare non mostrano particolari qualità atletiche, altri invece iniziano ad emergere perentoriamente. La connotazione “sociale” del calcio, a San Bendetto si manifesta fin dalle origini. Pescatori, artigiani e studenti costituiscono l’ossatura delle formazioni che scendono in campo. Prendendo sd esempio la “Forza e Coraggio”, squadra formata principalmente da “lancettieri” come Giacomo e Guido Spazzafumo , Francesco Liberati; c’è anche un marmista: Giacomo Croci; Alberto Falaschetti fa lu “zautte” o meglio, lo scaricatore di porto. Pasquale Ricci, detto Rapepè, è anch’egli un pescatore di lancetta ed insieme a Silvano Del Zompo si distingue anche nella corsa campestre. Non mancano naturalmente gli studenti come Luigi Mazzoni, Federico Zazzetta e Giovanni Meo detto “Giannì”. Forte di indubbie competenze da selezionatore ed in parte…di “sciamano”, il barbiere Lucio Palestini mette insieme per la prima volta una sambenedettese rappresentativa, uscita vittoriosa dal noto torneo di Porto San Giorgio. Intanto lo scenario socio-politico nazionale cambia profondamente e si registra l’avvento del Fascismo. Il regime intende creare una generazione di uomini prestanti e mette in moto un grande apparato propagandistico che dà impulso alla creazione di squadre di calcio in ogni parte d’Italia, dalle province ai piccoli centri. A San Benedetto il dott. Italo Foschi, nativo di Corropoli e futuro presidente della Roma Calcio, contribuisce, per mezzo del cugino Silvio, alla fondazione della squadra cittadina: la US Sambenedettese, creata a seguito della fusione delle 3 compagini pre-esistenti. Ben presto viene assorbita anche la formazione del Torrione ( i “boys del castello”). La data di nascita della Samb è il 4 Aprile 1923 presso Villa Cerulli, in Via Ugo Bassi a San Benedetto. Per la nuova squadra si scelgono i colori sociali bianco-verde. La neonata Sambenedettese però non partecipa ad alcun campionato FIGC, non disponendo di un campo di gioco omologato. La prima partita viene giocata contro Fermo presso il Campo dei Funai: militano in quella storica Samb l’anconetano Carisdeo, Nazzareno Romandini, il fermano Piero Tosi, Diego Santori I, Giulio Merlini.
Il 1926-27 è il primo campionato Federale dell'Unione Sportiva Sambenedettese, che partecipa alla Terza Divisione Marchigiana. La Samb, alla fine del torneo, si piazza al primo posto in classifica con 20 punti, dietro i sambenedettesi a una sola lunghezza segue la Vigor Ascoli, ma qualcosa succede, due mesi dopo, c'è in ballo un ricorso (uno dei tanti), riguardante la partita di Tolentino persa dai vigorini per 3-1, la delibera capovolge il risultato con la vittoria a tavolino, e così la Vigor si aggiudica la promozione. Le altre squadre partecipanti sono: Borghetto e Jolanda Ancona, Osimana, Tolentino e Vis Pesaro. Dopo pochi mesi si registra una scissione per liti interne e alcuni calciatori si trasferiscono alla società “scissionista”: il Torrione.
(formazione della foto: Unione Sportiva Sambenedettese 1924 in piedi: Nino Piunti (Presidente), Pasquale Ricci, Nino Baffoni, Francesco Sciocchetti, Diego Santori, Mario Mandolini, Giuseppe Camiscioni Nel 1927 circa compaiono i colori attuali, rosso e blù ed i campionati 1927/28 e 1928/29 vedono l’affermazione della Sambenedettese come un’autentica realtà del calcio regionale, capace di sfornare ottimi calciatori come Lucio Palestini (portiere), il bomber Tommaso Marchegiani, gli ottimi Romandini e Offidani. Un secondo posto e una vittoria finale nel campionato regionale di III divisione segnano questi anni in cui i rossoblu giocano presso la Trappoletta. Pur fregiandosi del titolo di campione delle Marche dopo aver vinto (2-0) un’avvincente partita contro il Fano la Samb purtroppo non può iscriversi al campionato 1929/30 a causa dei dissesti finanziari provocati dalla crisi del ‘29. Nel 1931 viene inaugurato il campo polisportivo “Littorio”, l’attuale “F.lli Ballarin”, che nel 1944 sarà dedicato a "Massì" Marchegiani (nella foto a fianco con la maglia del Torrione), morto in un bombardamento durante la guerra, mentre tenta di trovare riparo dalle schegge di bomba dietro ad una paranza.
Sambenedettese 1927/28
SECONDA PARTE: Gli anni '30 in terza divisione fino alla stagione 1946/47, quando nasce la "superprovinciale",· una Samb capace di vincere tutte le partite casalinghe La Samb degli anni ’30, appena uscita da un anno di inattività nei campionati ufficiali, si distingue con nuove vittorie nei gironi regionali. La passione della comunità sportiva (molto presente, rumorosa e multata dalle autorità sportive già all’epoca…) e la crescita di una generazione di validi calciatori locali permettono alla Samb di risalire per giocare nel campionato di Prima Divisione. Un servizio della rivista “Il Littoriale” del Marzo 1932 scritto dall’osservatorio di Ascoli Piceno descrive così i rossoblu: “baldanzosa e salda la squadra cara a Lucio Palestini; essa lotterà contro tutto e contro tutti pur di mantenere il posto al sole conquistato”. L’ex calciatore della Roma Attilio Sfasciotti viene chiamato nelle vesti di allenatore-giocatore ma subisce la lesione del menisco (carriera finita). Lo stesso Sfasciotti mantiene l'incarico di allenatore ma dopo due giornate del campionato 1932/33 viene esonerato.La Sambenedettese in prima divisione incontra le squadre delle riserve Roma II e Lazio II che impiegano anche elementi della prima squadra. Nella stagione 1932/33 passa alla storia la prestigiosa vittoria riportata sulla capolista Foligno. Sul terreno del Campo Littorio, pesante e sfavorevole ai leggeri atleti di casa nostra va di scena un’autentica partita d’altri tempi dove si distinguono l’incontenibile Marchegiani e il giovanissimo portiere Cosignani: “a tutta la Sambenedettese va rivolto l’elogio; ma principalmente al diciassettenne portierino Cosignani che, come un grande consumato campione e con molta disinvoltura, ha parato i tiri più insidiosi degli attaccanti bianco-celesti” (Littoriale del 9 Gennaio 1933). Nel Luglio del 1933 il quotidiano sportivo “Il Littoriale” dedica un intero articolo ad un calciatore rossoblu, si tratta di Osvaldo Taffoni. “Osvaldino” desta· ammirazione ed entusiasmo fra appassionati, tecnici ed osservatori e· viene descritto come un talento naturale che aveva esordito anni addietro, non ancora quindicenne, nel ruolo di ala. Nell’articolo egli viene ritratto come una bandiera del calcio sambenedettese per serietà, costanza ed estro. Nel 1937/38 la Samb sale agli onori delle cronache sportive perché si guadagna l’accesso alla finale della I Coppa Italia Centrale, avendo come avversaria la Borzacchini Terni. Le squadre danno vita a ben quattro incontri equilibrati al termine dei quali la coppa viene assegnata al Terni. Il quarto match risolutivo si disputa in Ancona, la partita è accanita e la Samb cede per 2-1. Cresce però notevolmente l’esperienza di questa piccola realtà calcistica che disputa caparbiamente i campioanti di prima divisione. In questo periodo si segnalano per bravura, generosità e attaccamento alla maglia numerosi calciatori locali come· i portieri Cosignani e Perotti,· gli arcigni terzini Calabresi e Capecci, il gagliardo esterno Patrizi, il mediano Rosetti, il cannoniere Pulcini, l’ala destra Lazzari (detto “la littorina”), le mezzale Assenti (detto “muse nère”) e Ulissi,· insieme a giovani di sicuro avvenire come Cammoranesi, Flammini, Paci (“Barò”) ed altri ancora. In questo periodo le stagioni sono scandite da innumerevoli e seguitissimi derby con l’Ascoli. Le cronache nazionali evidenziano la scarsa vena della città capoluogo quando incontra i rossoblu. Soltanto la limitatezza dei mezzi economici e la chiamata alle armi di molti effettivi costringono la Samb a ritirarsi dalla Prima Divisione nel 1940/41. Nonostante ciò passa alla storia un derby vinto 2-1 contro l’Ascoli proprio in questa disgraziata stagione; infatti nonostante la sfiducia, la crisi societaria e l’impressionante striscia di sconfitte patite in precedenza, i rossoblu sfoderano una prova straordinaria. Mattatore di quell’incontro è· il sambenedettese Pompei che segna il punto decisivo del 2-1. Pompei morirà di lì a poco in guerra, a bordo della corazzata Roma. Malgrado i colpi durissimi inferti alla società Sambenedettese, gli eventi bellici forgiano una nuova, incredibile generazione di talenti locali. Essi formeranno un gruppo di calciatori-bandiera che, sostenuti da entusiasmo e caparbietà, in più occasioni, sfioreranno la serie B. E’ in questo caso che si può parlare di autentica cultura calcistica perché la squadra di calcio è seguitissima e la passione per questo sport nazionale, a San Benedetto, viene tramandata di padre in figlio. Intere famiglie (Palestini, Assenti, Paci, Traini…) si rendono partecipi delle sorti· della Samb capace di produrre autonomamente i suoi atleti e proprio per questo definita dal Corrierre dello Sport la “superprovinciale”. Nella straordinaria stagione 1946/47 la squadra riesce addirittura a vincere tutte le gare interne registrando un record nazionale. A volte, una panchina “corta” impedisce alla squadra di avere quel pizzico di continuità necessaria per fare il grande salto. Il 26 Agosto 1948 si decide di festeggiare il XXV compleanno della società sportiva. Il Corriere dello Sport mette in risalto l’evento con le seguenti
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RE: COMMOVENTE
Grazie a te Morrison ! Le sorprese che il sito nuovo riservera' non sono certo finite... anzi, abbiamo appena iniziato.
Forza Samb
Webmaster
COMMOVENTE
Che bello quel calcio veramente d'altri tempi esattamente come quello che facevamo da bambini in strada e dove la scazzottata per una punizione non sarebbe mai stata definita violenza, cose da ultras, disadattamento sociale o la marea di stronzate con cui insigni dottori avrebbero definito ciò dal pulpito televisivo.
Semplicemente sarebbe stata considerata normale e salutare per la crescita.
Minchia, sembrano passati 200 anni in un trentennio.
Dicono che sia il progresso, ma me sembra un vero e proprio regresso civile.
Comunque complimenti per l' articolo, aspetto il prossimo con ansia.
Bel sito, bella società, bello stadio, finalmente aria nuova.
Dopo vent'anni stavo per soffocare definitivamente!
Grandi!!! Grazie.
Morrison
finalmente !
I particolari, sono quelli che fanno la differenza.
Webmaster
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